Matteo Borgnolo liked this
Tutti parlano di Bending Spoons. Onestamente, la maggior parte dei post che leggo ne esaltano i risultati finanziari ed economici. E, numeri alla mano, è difficile metterli in discussione.
C'è anche chi considera il loro modello di acquisizioni un esempio di ottimizzazione del valore dei prodotti acquistati.
Forse è perché sono cresciuto in una città profondamente influenzata dalla cultura di Adriano Olivetti, un imprenditore che vedeva il benessere delle persone come parte integrante del successo dell'azienda, e non come un ostacolo alla redditività.
La storia di Olivetti è molto più complessa di così, ma ho sempre avuto la sensazione che, quando si è smesso di investire con la stessa convinzione nelle persone e nella ricerca, si sia perso anche quello spirito capace di innovare e di guidare il mercato.
Per questo faccio fatica a entusiasmarmi davanti al modello di Bending Spoons. Ogni volta che leggo di un'acquisizione, penso anche alle tante persone e alle tante famiglie coinvolte dalle profonde riorganizzazioni e dai licenziamenti che spesso ne conseguono.
Forse è semplicemente una diversa idea di impresa.
Ho l'impressione che, negli ultimi anni, sia tornata a prevalere una visione in cui il profitto di oggi conta più di qualsiasi altra responsabilità. E questa è una tendenza che, personalmente, mi lascia un po' di amarezza.
Forse è una visione romantica, figlia della cultura con cui sono cresciuto. Ma continuo a pensare che il successo di un'impresa non dovrebbe essere misurato solo dai margini o dal valore creato per gli azionisti. Dovrebbe essere misurato anche da ciò che lascia alle persone che ne fanno parte.